In principio il mondo è una massa oleosa che galleggia come una medusa. Gli dèi celesti affidano a Izanagi e Izanami una lancia ingioiellata, Ame-no-Nuboko, e li mandano sul ponte fluttuante del cielo. I due immergono la punta nella melma, mescolano, sollevano: le gocce che ricadono si rapprendono e formano la prima isola, Onogoro.
Scendono, piantano una colonna, e girandole attorno in direzioni opposte si incontrano. Izanami parla per prima. Il primo figlio nasce deforme — Hiruko, il "figlio sanguisuga" — e viene abbandonato in una barca di canne. Gli dèi spiegano l'errore: doveva parlare per primo l'uomo. Ripetono il rito nell'ordine corretto e generano le otto grandi isole del Giappone e centinaia di kami.
Poi nasce Kagutsuchi, il fuoco, e le ustioni uccidono Izanami. Izanagi, impazzito di dolore, decapita il figlio neonato e scende a Yomi, il paese delle tenebre, per riprendersi la moglie. La trova nel buio: lei accetta di tornare ma lo prega di non guardarla finché non avrà ottenuto il permesso degli dèi inferi.
Lui aspetta, si stanca, accende un dente del pettine come torcia. Il corpo di Izanami è in putrefazione, coperto di vermi e di otto tuoni. Izanagi fugge. Lei gli scaglia dietro le streghe di Yomi; lui getta all'indietro il suo copricapo, che diventa uva, e il pettine, che diventa germogli di bambù, per farle fermare a mangiare.
Chiude il passaggio con un masso che mille uomini non solleverebbero. Da una parte e dall'altra i due si dicono addio. Izanami giura: ogni giorno strangulerò mille dei tuoi. Izanagi risponde: allora ogni giorno ne farò nascere millecinquecento. È il momento in cui entrano nel mondo la morte e la crescita.