Cultura Jōmon
Ceramiche cordate e villaggi semi-stabili.
Quattordicimila anni in una linea sola: la storia del Giappone e, accanto a ogni tappa, che cosa stava succedendo alla via dei kami. Perché lo Shinto non ha un fondatore né una data di nascita — ha una lunghissima sedimentazione.
Lo Shinto è un caso raro: una tradizione religiosa senza fondatore, senza testo sacro rivelato e senza dottrina obbligatoria. Il termine stesso — 神道, "la via dei kami" — compare solo nel VI secolo, e non per definire una fede ma per distinguerla da quella nuova arrivata dal continente, il buddhismo.
Per quasi milletrecento anni, poi, le due cose sono state una cosa sola: santuari dentro i templi, monaci che officiavano davanti ai kami, divinità considerate manifestazioni locali di buddha. La separazione netta che oggi diamo per scontata è un'operazione politica del 1868, vecchia di appena un secolo e mezzo.
Nessuna di queste si traduce bene in italiano. Vale la pena tenerle in giapponese.
Non 'dio' ma tutto ciò che suscita meraviglia o timore: una cascata, un antenato, un imperatore, perfino qualcosa di temibile.
La purezza come stato recuperabile, non come virtù morale. Ci si contamina e ci si lava: è un ciclo, non un giudizio.
L'impurità che si accumula per contatto con morte, malattia, sangue — o semplicemente col tempo che passa.
L'armonia come valore supremo: fra persone, fra comunità e kami, fra uomo e ambiente.
Il principio che annoda e genera. Sta nel nome dei kami creatori e nel gesto quotidiano di legare una corda.
Lo spirito del kami, che ha aspetti quieti e furiosi e può essere diviso e trasferito in un nuovo santuario.
Filtra per era o cerca un periodo, un luogo, un evento. Le tappe evidenziate riguardano direttamente la storia dello Shinto.
Non esiste ancora lo Shinto, ma esistono già i suoi presupposti.
Ceramiche cordate e villaggi semi-stabili.
Nasce il nome, si fissano i miti, si codifica il rito.
Riso in sommersione, metallurgia, stratificazione sociale.
Tumuli monumentali, centralità Yamato.
Introduzione del buddhismo, riforme Taika (646).
Inizia la ricostruzione ciclica del santuario ogni vent'anni, tramandata senza interruzioni sostanziali fino a oggi.
Codificazione ritsuryō; Grande Buddha.
Un sacerdote agita l'harae-gushi davanti al torii. Il rito di purificazione è documentato prima di qualsiasi testo: lo Shinto nasce come pratica, e solo dopo trova le parole.
Ōno Yasumaro mette per iscritto le cronache recitate a memoria da Hieda no Are: è il più antico libro giapponese conservato.
Milletrecento anni di fusione con il buddhismo.
Letteratura classica, potere Fujiwara.
Codice in cinquanta volumi che fissa procedure rituali, elenco dei santuari ufficiali e ventisette norito.
Minamoto; invasioni mongole respinte.
Con il bakufu di Kamakura, Hachiman diventa il kami dei guerrieri. Il santuario entra nella vita militare: ci si vota prima della battaglia e vi si depositano le armi vittoriose.
Cultura Higashiyama; avvio Sengoku.
Il santuario come strumento politico, e la riscoperta dei testi.
Castelli monumentali, armi da fuoco.
Controllo daimyō, isolamento regolato.
Trentaquattro anni di lavoro per rendere di nuovo leggibile il Kojiki, ormai incomprensibile anche ai giapponesi colti.
Trattati ineguali; fine isolamento.
Separazione forzata, Shinto di Stato, e la ricostruzione dopo il 1945.
Modernizzazione, abolizione han, Costituzione 1889.
Un decreto classifica tutti i santuari in una gerarchia ufficiale, dai jingū imperiali ai piccoli santuari di villaggio, e ne fa istituzioni pubbliche.
Lo Stato distingue i santuari, dichiarati non religiosi, dalle scuole con dottrina e predicazione, raccolte sotto il nome di Kyōha Shintō.
L'articolo 28 garantisce la libertà religiosa, ma solo entro i limiti dell'ordine pubblico e dei doveri verso lo Stato.
Vittoria; influenza in Corea.
Affermazione come potenza.
Un bosco di centomila alberi donati da tutto il paese viene piantato attorno al nuovo santuario dedicato all'imperatore Meiji.
Dalla Manciuria al Pacifico; resa 15/08/1945.
L'occupazione alleata abolisce il sostegno statale allo Shinto e ogni sua imposizione nell'istruzione pubblica.
Poche settimane dopo la Direttiva, quasi tutti i santuari si riuniscono in un'associazione privata per sopravvivere senza fondi pubblici. Le fonti oscillano fra il 2 e il 3 febbraio; l'ente stesso indica solo il mese.
Art. 9 pacifista; monarchia simbolica.
Shinkansen inaugurato.
L'11 febbraio, abolito nel dopoguerra, torna festa con la revisione della legge sulle festività. La legge è del 1966, ma la prima celebrazione è dell'11 febbraio 1967.
Il 17 ottobre, in una cerimonia segreta, vengono consacrati quattordici uomini processati come criminali di guerra di classe A: undici condannati come tali, uno per crimini di classe B, due morti prima della sentenza.
M9.0, tsunami, crisi di Fukushima.
Il santuario viene ricostruito accanto al precedente e la divinità trasferita di notte, alla luce delle torce.
Ascesa di Naruhito; continuità costituzionale.
Nessuna tappa corrisponde alla ricerca.
Dal VII secolo i kami vengono progressivamente reinterpretati in chiave buddhista: prima come esseri che hanno bisogno di essere salvati (e per questo si costruiscono templi dentro i santuari), poi come manifestazioni locali di buddha e bodhisattva — la teoria honji suijaku.
Hachiman riceve il titolo di bosatsu. Amaterasu viene identificata con il buddha Dainichi. Per un giapponese medievale la domanda "sei shintoista o buddhista?" sarebbe stata semplicemente priva di senso.
Il nuovo governo Meiji ordina di separare i due culti per costruire un'identità nazionale attorno all'imperatore. Ne segue il haibutsu kishaku: un'ondata di distruzione di statue, campane, sutra e templi.
Migliaia di opere d'arte vanno perdute; molte finiscono sul mercato occidentale ed è il motivo per cui i musei europei ne conservano tante. È il trauma fondativo dello Shinto contemporaneo.
Fra il 1868 e il 1945 il governo classifica lo Shinto santuariale come non religione: un dovere civico, non una fede. Questo aggira formalmente la libertà religiosa e consente di renderlo obbligatorio nelle scuole e nell'esercito.
La Direttiva Shinto del dicembre 1945 smantella il sistema. Il 1° gennaio 1946 l'imperatore dichiara pubblicamente di non essere una divinità. Da allora i santuari sono enti privati, e la partecipazione è tornata volontaria.
Tre introduzioni video per inquadrare quanto letto finora.