Il cuore del Kansai
Il primo viaggio da fare. In sette giorni si tocca il santuario più fotografato, quello più sacro e quello più antico, senza mai prendere l'auto.
Nove viaggi da una settimana, otto da due e tre da tre, tutti diversi per regione, tema e stagione. Tocca un numero sulla mappa o una scheda per aprire il programma giorno per giorno.
Ogni numero è il punto di partenza di un itinerario. Passa sopra per vedere il percorso, tocca per aprirlo.
Nessuno ripete le tappe di un altro. Il periodo consigliato non è un dettaglio: cambia completamente cosa si vede.
Il primo viaggio da fare. In sette giorni si tocca il santuario più fotografato, quello più sacro e quello più antico, senza mai prendere l'auto.
Non un tour ma un cammino vero, su selciato di pietra e cedri secolari. Chi lo completa insieme a Santiago riceve il doppio attestato di pellegrino.
Il rovescio del Giappone classico: la costa che guarda la Corea, dove sono ambientati i miti del Kojiki e dove i turisti stranieri quasi non arrivano.
Per chi atterra a Tokyo e ha una settimana. Dalla foresta piantata a mano in mezzo alla città al barocco dorato di Nikkō.
L'isola dove secondo il Kojiki il nipote di Amaterasu scese dal cielo. Kagura notturno, gole vulcaniche e il santuario capostipite di quarantamila Hachiman.
Se è il primo viaggio in Giappone e si hanno due settimane, è questo. Attraversa l'isola principale da est a ovest passando per le Alpi e i villaggi con i tetti di paglia.
L'unico itinerario in cui il calendario comanda. Il Gion Matsuri di Kyoto e il Tenjin di Osaka cadono in date fisse: tutto il resto si costruisce attorno.
L'itinerario più austero: dove Shinto e buddhismo non si sono mai davvero separati e la montagna stessa è l'oggetto del culto. Si dorme nei templi.
L'itinerario che mette in discussione tutto il resto: risalendo verso nord si arriva dove i kami lasciano il posto ai kamuy ainu, un'altra religione della natura.
Il Mare Interno con le sue isole: arte contemporanea a Naoshima, l'inizio del pellegrinaggio degli 88 templi, e la scalinata infinita di Konpira-san.
Non serve un treno a lunga percorrenza: dentro Tokyo ci sono un santuario imperiale con centomila alberi piantati a mano, il santuario piu' antico della citta', e una collina che era sacra prima che la citta' esistesse.
Una settimana attorno a Ise, con il tempo di capire perche' il santuario viene ricostruito ogni vent'anni e di scendere sulla costa dove le ama pescano ancora in apnea.
Il periodo meno affollato dell'anno. Santuari sotto la neve, scimmie nell'acqua calda, e il villaggio di case a mani giunte illuminato di sera.
Le Ryūkyū sono state un regno indipendente fino al 1879 e hanno una religione propria, con luoghi sacri senza edifici e sacerdotesse invece che sacerdoti. Chi conosce lo Shinto qui si trova spiazzato, ed e' il punto.
Il circuito degli 88 templi richiede sei settimane a piedi. Questo ne percorre una parte scelta, alternando cammino e mezzi, e affianca i grandi santuari shintoisti dell'isola.
La costa del Mar del Giappone fra Tottori e Yamaguchi: dune di sabbia, il santuario dei legami, castelli originali e villaggi di pescatori. Pochissimi stranieri, treni lenti, e per questo tutto un altro ritmo.
Due settimane sulla penisola sacra: notti in alloggio monastico sul Kōya-san, il cimitero nel bosco di cedri, e poi la discesa verso i tre grandi santuari di Kumano lungo i cammini antichi.
Il giro completo del sud: dai vulcani di Kyūshū e dalla gola dove scesero i kami, attraverso il Mare Interno con le sue isole d'arte, fino a Shikoku e ai suoi templi. Tre settimane sono il minimo per farlo senza correre.
Il nord con il tempo che merita: i monti sacri di Dewa, le feste d'estate del Tōhoku, e poi Hokkaidō fino alla penisola di Shiretoko, con la cultura ainu che non e' shintoista e va capita a parte.
Se dovessi farne uno solo, e' questo. Tocca i luoghi fondativi nell'ordine in cui hanno senso: la creazione ad Awaji, la caverna a Takachiho, la spada ad Atsuta, la dea del sole a Ise, il raduno degli dei a Izumo. Ventun giorni, senza tappe di trasferimento sprecate.
Non itinerari ma singole cose, ognuna in mezza giornata o meno. Da incastrare in un viaggio qualsiasi, anche non a tema.
Tre milioni di persone in tre giorni, e nonostante questo un silenzio che sorprende. Si entra dal grande torii di cipresso taiwanese e si avanza al passo della folla, sulla ghiaia, fino alla cassetta delle offerte.
1–3 gennaioPurificazione nell'acqua gelata, in veste bianca, dopo un riscaldamento guidato dal sacerdote. Si può partecipare da stranieri: si prenota, si ascolta, non si fotografa.
Tutto l'anno, più duro a gennaioIl quaderno si compra al primo santuario, di solito 1.500–2.000 yen. Da quel momento ogni timbro è scritto a mano davanti a te. Non usarlo per altro: non è un album di souvenir.
Tutto l'annoGli amuleti durano un anno e si riportano al santuario, dove vengono bruciati in un fuoco rituale. È il gesto che chiude il ciclo, e quasi nessun viaggiatore lo conosce.
Soprattutto a gennaioCarri alti venticinque metri trainati a mano per le vie del centro. Le tre sere precedenti, chiamate yoiyama, valgono quanto la sfilata: le strade chiuse, le case aperte, le lanterne accese.
Tutto luglio, sfilata il 17Enormi figure di carta illuminate dall'interno, spinte fra la folla al ritmo dei tamburi. Chi indossa il costume haneto può unirsi a ballare: si noleggia sul posto.
2–7 agostoTiro con l'arco al galoppo lungo un percorso di duecentocinquanta metri, in costume del periodo Kamakura. È un rito di offerta a Hachiman, non una gara: arriva presto per un posto sulla staccionata.
Metà settembreCinquecento persone in abiti del periodo Heian sfilano dal Palazzo imperiale ai santuari Kamo. Il nome viene dalle foglie di malva che tutti portano addosso.
15 maggioSi lanciano fagioli tostati gridando «fuori i demoni, dentro la fortuna». Nei santuari grandi lo fanno anche personaggi noti da un palco, e la folla cerca di prendere al volo i sacchetti.
3 febbraioLa vetta si specchia nell'acqua solo con aria ferma, che di solito significa alba d'autunno. Il resto della giornata la montagna sparisce dietro le nuvole: qui conta l'ora, non il giorno.
Ottobre–novembre, cielo tersoIl foliage giapponese è più rosso del nostro per via degli aceri palmati. A Kurama si sale in funicolare e si scende a piedi fino a Kibune, un'ora fra i cedri.
Metà novembre–inizio dicembreCentotrentatré metri di salto: la cascata non è accanto al santuario, è il santuario. Davanti c'è una pagoda rossa da cui si ottiene la fotografia che conosci già.
Tutto l'annoI macachi giapponesi scendono a scaldarsi nella vasca termale. Si arriva dopo un sentiero innevato di trenta minuti: non ci sono scorciatoie, ed è parte del motivo per cui vale.
Dicembre–marzoTremila lanterne di pietra lungo il sentiero, e cervi considerati messaggeri del kami. Si inchinano davvero se ti inchini tu: è un comportamento appreso, ma funziona.
Meglio all'alba o al tramontoCon l'alta marea sembra galleggiare, con la bassa ci si cammina sotto. Sono due esperienze diverse nello stesso giorno: guarda l'orario prima di prenotare il traghetto.
Controlla la tavola delle mareeÈ sempre aperto e non ha biglietto. Alle cinque del mattino i diecimila torii sono tuoi: dopo il primo tornante la folla sparisce, e in due ore si fa il giro completo del monte.
Aperto ventiquattr'orePer tradizione si visita prima il Gekū e poi il Naikū, mai il contrario. Fra i due ci sono sei chilometri e un autobus. Fotografie vietate oltre una certa soglia: si guarda e basta.
Tutto l'annoCena kaiseki servita in camera, futon steso mentre sei alle terme, colazione all'alba. Il tatuaggio può essere un problema: cerca strutture che dichiarano di accettarlo o prenota un bagno privato.
Bello soprattutto con la neveI banchi yatai aprono la sera, ma nei quartieri di mercato si mangia ramen tonkotsu alle sette del mattino, fra chi finisce il turno di notte. È la città dove il brodo è nato.
Tutto l'annoQui si coltiva il matcha migliore del Giappone da otto secoli. In diverse case da tè lo si prepara da soli, con la frusta di bambù, dopo una spiegazione di dieci minuti.
Tutto l'annoNessuna esperienza per questo tema.